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H = Housekeeping

H come Housekeeping

È chiaro a tutti che le procedure di pulizia in hotel dovranno essere modificate, per arginare i nuovi rischi derivanti dalla pandemia di coronavirus, anche se non abbiamo ancora ricevuto disposizioni definitive in merito.

 

Le linee guida più recenti, cui si può fare riferimento, sono quelle dettate a fine marzo 2020 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, delle quali abbiamo parlato nella pillola D = Direttive.

 

Vogliamo qui soffermarci su alcune indicazioni che l’OMS fornisce per la pulizia di camere o aree comuni esposte a Covid-19 - dunque in caso di contagio conclamato di ospiti o staff - ma che al momento possono essere utili per la gestione generale dell’housekeeping, in attesa di norme specifiche.

 

  • Tutte le camere e gli spazi comuni devono essere arieggiati quotidianamente.
  • Oltre la pulizia ordinaria, è necessaria la disinfezione di tutte le superfici (senza dimenticare muri, porte e finestre).
  • I prodotti suggeriti per la disinfezione sono quelli che contengono ipoclorito di sodio (candeggina) allo 0,1% oppure etanolo (alcol) al 70%.
    In alcuni prodotti, oltre all’ipoclorito di sodio, può essere presente il perossido di idrogeno (acqua ossigenata) allo 0,5%. 

Nota

La concentrazione indicata segnala che non si tratta dei prodotti (candeggina, acqua ossigenata, alcol) comunemente in commercio, bensì di soluzioni più diluite; la composizione dei prodotti professionali sarà la guida per la scelta.

 

  • L’ipoclorito di sodio può essere utilizzato per la disinfezione dei sanitari nei bagni, avendo cura del risciacquo dopo aver lasciato agire il prodotto per il tempo necessario, mentre in altri casi, come ad esempio sui telefoni, telecomandi, maniglie, tasti dell'ascensore, si può usare l'alcol al 70% di concentrazione.

Nota

È evidente che la scelta dei prodotti e la definizione delle procedure di pulizia e disinfezione sono tra gli aspetti più delicati da gestire in hotel, in base alla distribuzione degli spazi, alla tipologia di arredi, all’organizzazione del personale e alle normative di sicurezza.

 

  • Nei limiti del possibile, l’OMS consiglia l’utilizzo di materiali usa e getta per la pulizia, evitando tessuti e materiali assorbenti, come mop e stracci.
  • I materiali non porosi usati durante la pulizia si dovrebbero disinfettare con una soluzione di ipoclorito di sodio allo 0,5% (o secondo le istruzioni del produttore) prima di passare ad un'altra camera.
  • In generale, le aree comuni di passaggio, come ad esempio i corridoi, non hanno bisogno di misure speciali, se non la normale pulizia e disinfezione.
  • Il personale di servizio dovrà ricevere una formazione specifica per:
    - La preparazione, l'uso e la conservazione dei prodotti disinfettanti;
    - Il corretto uso delle protezioni personali;
    - L’igiene delle mani subito dopo aver tolto le protezioni e dopo che il lavoro di pulizia e disinfezione è stato completato.
  • Nelle camere in cui ha (o potrebbe aver) soggiornato una persona infetta, tutto quello che è stato utilizzato deve essere trattato con cautela, in modo da limitare il rischio di trasmissione del virus.
    La biancheria, i tessuti e i vestiti devono essere rimossi evitando di sollevare polvere - per non contaminare superfici e persone - e messi in sacchi per la lavanderia specifici e marchiati, in modo da poter essere maneggiati con cura e trattati secondo il piano d'azione disposto dall'hotel, le normative vigenti, il tipo di materiali e la loro pericolosità.
  • Per il lavaggio dei tessuti, l’OMS suggerisce cicli con acqua calda ad almeno 70° e detergente.

Nota

Anche su questo punto, l’hotel dovrà identificare la soluzione più adatta in base alle caratteristiche dei tessuti.

 

Nessun cenno viene fatto – nel documento – alla sanificazione degli ambienti in hotel; al momento il riferimento più vicino è il protocollo di regolamentazione, adottato a metà marzo 2020, che richiede alle aziende di assicurare la sanificazione periodica dei locali e degli ambienti di lavoro per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

È lecito, dunque, acquisire tutte le informazioni necessarie per confrontare le diverse soluzioni disponibili per la sanificazione ambientale, restando però consapevoli che potrebbero esserci a breve disposizioni più specifiche per il settore alberghiero.

 

Infine, vogliamo suggerire una riflessione sull’esternalizzazione (outsourcing) del servizio di pulizia: alla luce di quanto descritto, si evidenzia la necessità di valutare attentamente i pro e i contro di questa scelta e di selezionare con cautela l’eventuale fornitore, che dovrà offrire le opportune garanzie non soltanto all’azienda alberghiera, ma anche – e soprattutto – alle persone.

 

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